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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
(Inserito da: Redazione il 30/08/2010 alle 13:57:02, in Eventi, linkato 406 volte)
Il 27 luglio di venti anni fa, uscì di produzione la Citroën 2CV, vettura simbolo dell’automobile che ha motorizzato la Francia, al pari della Volkswagen Maggiolino per la Germania e la Fiat 500 per l’Italia. L’idea della 2CV nacque nel 1935 da parte di Michelin, a quei tempi azionista di maggioranza del Double Chevron. Il tutto tramutò nel progetto TPV - acronimo di Toute Petite Voiture - che partì l’anno seguente. Allo sviluppo della vettura partecipò anche il presidente Pierre Boulanger, mentre la parte tecnica fu affidata ad André Lefèbvre e il design della carrozzeria fu concepito dall’italiano Flaminio Bertoni. Ma il progetto fu interrotto dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. L’auto così debuttò al Salone di Parigi del 1948. Il nome derivava dalla potenza fiscale e si trattava di una vettura essenziale, assolutamente pratica, economia, robusta, polivalente e dedicata ad una clientela universale. La Citroën 2CV fu inizialmente equipaggiata con il motore a 2 cilindri contrapposti - raffreddato ad aria - da 375 cc di cilindrata e 9 CV di potenza, abbinato al cambio manuale a 3 marce. La 2CV presentava soluzioni innovative come la trazione anteriore, le sospensioni all’avanguardia, carrozzeria a 4 porte, abitacolo a 4 posti e ampio bagagliaio, dato che la vettura era lunga più di 380 cm. Tuttavia, la commercializzazione partì il 22 settembre 1949. Nel ‘58 la gamma fu allargata versione 4x4 denominata Sahara, dotata di due motori da 12 CV posizionati uno all’avantreno e l’altro al retrotreno. In seguito, il propulsore bicilindrico 425 da 12 CV andò ad equipaggiare la versione di serie a due ruote motrici. La gamma della 2CV fu rivoluzionata nel 1970, quando debuttarono le nuove versioni 2CV4 e 2CV6. La prima era mossa dal motore 435 da 26 CV e la seconda era equipaggiata con il potente 602 da 33 CV. Entrambi i propulsori furono abbinati al cambio meccanico a 4 marce. Dalla Citroën 2CV sono stati derivati i modelli Méhari, Ami 6 e Ami 8, Dyane e Acadiane. Inoltre, la Citroën 2CV è ricordata anche per esser stata realizzata in circa trenta versioni speciali. La prima ha debuttato nel ‘76 e denominata appunto Spécial. Sempre lo stesso anno ha debuttato la Spot, realizzata in soli 1800 esemplari e caratterizzata dalla tonalità bicolore della carrozzeria. Nel ‘79 fu la volta della Club con sedili anteriori separati e in tessuto Jersey, mentre la versione speciale più famosa fu la Charleston che debuttò nel 1981. Si trattava della 2CV con carrozzeria bicolore in Rouge Délage e nero, prodotta fino all’uscita di produzione. Nel 1982 fu introdotta la 007, realizzata in soli 500 esemplari. La 2CV 007 nacque sull’onda del successo del film “007: Solo per i tuoi occhi”, dove fu utilizzata un’esemplare di Citroën 2CV con al volante l’attore Roger Moore. L’auto era riconoscibile per il colore giallo Hélios e gli adesivi posteriori che riproducevano i buchi delle pallottole. Nel 1985, invece, arrivò la versione speciale Dolly. Subito dopo cominciò la fase calante della Citroen 2CV, anche perché fu introdotta l’innovativa AX nel 1986. Infatti, il 29 febbraio 1988 fu interrotta la produzione della 2CV nell’impianto francese di Levallois. Contemporaneamente, l’auto uscì dai listini italiani. L’assemblaggio della Citroen 2CV proseguì nell’impianto portoghese di Mangualde fino al 27 luglio 1990, quando alle 16:30 l’ultimo esemplare uscì dalle catene di montaggio. In totale, la Citroen 2CV è stata prodotta in 5.114.969 unità, di cui 1.246.335 nella versione veicolo commerciale denominata Acadiane.
Articolo e foto © AutoBlog.it
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(Inserito da: Redazione il 22/08/2010 alle 20:10:57, in Eventi, linkato 564 volte)
I giapponesi adorano le stravaganze automobilistiche, si sa, ma sono anche attenti cultori delle belle auto europee, tanto da crearne di ex novo quando non è possibile acquistarle. È la bizzarra proposta della Duesen Bayern, l’atelier nipponico creato nel 2001 dal designer Takuja Kudo, che ha realizzato il suo sogno di divenire costruttore di auto, specializzandosi nella creazione di autovetture dallo stile retrò derivate da moderne sportive ed utilitarie, per non dover sacrificare il fascino di possedere una “quasi” auto d’epoca in nome delle comodità cui siamo ormai abituati al volante. Peccato che ad oggi dell’azienda giapponese sembra non esservi più traccia e che anche il sito internet aziendale non risulti più attivo. Ad ogni modo se mai doveste scorgere in vendita una “strana” Bmw Z3 non perdete l’occasione di accaparrarvi un raro esemplaer di Mystar, il più felice esempio della filosofia Duesen Bayern. Si tratta di una riuscitissima replica della Mercedes 190 SL che deriva dalla rivisitazione stilistica della Bmw Z3. La vettura sorprende per il riuscito equilibrio delle forme e per la somiglianza con il modello che vuole rappresentare, risultando al giorno d’oggi decisamente più gradevole nelle linee della roadster bavarese da cui deriva. Per chi desiderava avere una versione più spinta del modello, il costruttore aveva comunque realizzato anche la Agnes, priva di cromature e dei grandi paraurti metallici, che si prestava maggiormente ad essere equipaggiata con cerchi in lega di grandi dimensioni, assetto sportivo e motorizzazioni più performanti. Il costruttore giapponese non si era comunque limitato ad accontentare solamente i clienti interessati alle vetture sportive, e aveva realizzato già nel 2002 la Ritz, una vetturetta ispirata alla vecchia Fiat 500, dal costo approssimativo di 15.500 Euro. Derivata dalla elaborazione stilistica della Nissan Micra, ha anticipato con una certa lungimiranza il progetto del Gruppo Fiat, che ha dato origine alla nostrana e ben più riuscita rivisitazione del glorioso modello. La caccia agli ultimi esemplari in vendita è aperta...
Articolo e foto © Motori.it
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(Inserito da: Redazione il 22/08/2010 alle 19:44:25, in Eventi, linkato 708 volte)
Spettacolare... è il termine appropriato per definire la cittadina di Pico che, più che millenaria, conserva ancor oggi l’aspetto antico con notevoli resti di mura, numerose chiese e un castello che domina l’intero paese. Nel Centro storico ci sono alcuni bei palazzetti ottocenteschi con portali lapidei e stemmi: fra questi spicca il Palazzo, casa natale dello scrittore Tommaso Landolfi. In questo piccolo gioiello medievale, contornato da vedute paesaggistiche sublimi ha trovato ispirazione anche il poeta Eugenio Montale che nel 1939 scrisse la poesia Elegia di Pico Farnese. In questa domenica in una assolata giornata prettamente estiva, nella cittadina di Pico si è svolto, in concomitanza con i festeggiamenti del Santo Patrono Sant’Antonino, il 2° raduno di auto d’epoca dedicato alla memoria di Marisa Di Pastena. Già dal primo mattino iniziavano a fluire le mitiche auto d’epoca che al loro arrivo venivano disposte presso la piazza principale, dove i gentili ospiti trovavano accoglienza sia dalla cortesia dello staff organizzativo dell’Associazione Gli Amici della Fiat 500, formato in prevalenza da graziose ragazze che dalla presenza dello speaker Leon, di Radio Movie Mania FM 107.00, che trasmetteva in diretta commenti delle vetture entranti in piazza Ferruccio, descrivendole minuziosamente ed esaltandone le loro caratteristiche distintive. In tarda mattinata con le nostre adorate mitiche ci siamo riversati del lato della sommità di Pico dove si eleva la settecentesca Parrocchia di Sant’Antonino Martire. In questo luogo di culto abbiamo potuto ammirare la stupenda chiesa anche nel suo interno ricevendo da Monsignor Giandomenico Valente un’appropriata descrizione della stessa e la Santa Benedizione, impartita con la Sacra Acqua proveniente da Lourded, estesa anche ai nostri cari. Risaliti in auto abbiamo iniziato il tour tra le bellezze panoramiche e borghi medievali attraversando i territori dei comuni di Pico, Pontecorvo, Aquino, Piedimonte San Germano e Pastena sostando per un gradevole aperitivo al Bar Principe di Pontecorvo. Rientrati a Piedimonte San Germano ci siamo recati presso Il Ristorante La Taverna di Cupido dove ci sono state servite pietanze culinarie preparate nel pieno rispettano le antiche tradizioni locali. Più tardi, si sino svolte le numerose premiazioni dedicate a tutti i partecipanti iscritti e altre indirizzate a coloro che si sono distinti per alcune particolarità specifiche. Al termine della manifestazione, è seguito un sentito ringraziamento da parte dell’organizzatore Antonino Corso rivolto a tutti gli ospiti della manifestazione e a coloro che si sono prodigati per il buon andamento della stessa, con l’auspicio di poterli ritrovare sempre più numerosi e con lo stesso spirito di socializzazione al 3° raduno che si terrà nel 2011, sempre in questo stupendo ed accogliente contesto della florida ed incantata cittadina del frusinate.
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(Inserito da: Redazione il 18/08/2010 alle 16:51:29, in Eventi, linkato 469 volte)
A volte i sogni diventano realtà. Specialmente se si hanno le disponibilità economiche di Michael Stoschek, un imprenditore nel settore automobilistico, “gentleman driver” e collezionista di auto storiche. Il suo sogno di guidare una Lancia Stratos degli anni 2000 lo ha realizzato: il risultato è la New Stratos. Realizzata come “one-off”, ovvero come esemplare unico, la New Stratos è stata costruita sulla base della meccanica di una Ferrari 430 Scuderia e nelle forme si ispira alla coupé a motore centrale disegnata nel 1970 da Marcello Gandini per la Bertone. Il progetto della New Stratos, realizzato dalla Pininfarina, sotto la guida prima di Jason Castriota (oggi direttore del Centro Stile Saab) e poi di Luca Borgogno, è iniziato nel 2008. Il primo passo è stato l’acquisizione dei diritti per lo sfruttamento del nome Stratos (incredibile che la Lancia se lo sia lasciato scappare), in mano alla Fenomenon Design House, una società inglese che al Salone di Ginevra del 2005 aveva presentato una riedizione moderna della Stratos che però non ha avuto nessun seguito produttivo. Recentemente la New Stratos ha svolto dei test presso la pista prove della Fiat di Balocco: in base ai dati raccolti, il committente Michael Stoschek ha annunciato che comunicherà dettagli tecnici e prestazioni dell’auto. Al momento quella che vedete è l’unica New Stratos realizzata dalla Pininfarina. Ma, come ha dichiarato lo stesso Stoschek, sarebbe in discussione la possibilità di realizzare una piccola serie di 25 esemplari. Non sarebbe la prima volta che un modello “mitico” viene fatto rivivere: nel 2004 la Ford ha realizzato la GT, riedizione della GT40 degli anni ‘60. Addirittura, secondo alcune indiscrezioni, lo stesso gruppo Fiat sarebbe piuttosto interessato al progetto: la Lancia potrebbe attuare un’operazione d’immagine nel solco di quella che ha portato l’Alfa Romeo a realizzare la 8C Competizione. Un’ipotesi, quest’ultima, che sembra quanto meno azzardata: i vertici della Lancia hanno più volte ribadito che la casa non ha intenzione di rivivere il suo passato sportivo e che i futuri modelli si rifaranno a valori quali design, tecnologia e rispetto dell’ambiente. Presentata al Salone di Torino del 1970 dalla carrozzeria Bertone, la Stratos era un prototipo di supercar a motore centrale, costruita sull’ossatura della Lancia Fulvia. La sua linea, avveniristica per quegli anni, è opera di Marcello Gandini (padre anche della Lamborghini Miura). Dotata del motore 2.5 V6 della Ferrari Dino, la Stratos è presto diventata una leggenda dei rally vincendo il Campionato del Mondo dal 1974 al 1976 con alla guida Sandro Munari. Ancora oggi la Stratos viene ricordata per il suo aspetto a cuneo, e un comportamento stradale impegnativo dato dal motore in posizione centrale (sulle versioni da corsa arrivava a 240 CV) e al passo di soli 218 cm, per una lunghezza complessiva di 371 cm, meno di una Fiat Punto Evo. Secondo dati non ufficiali, dal 1973 al 1976, ne sono state prodotte poco meno di 500 esemplari.
Articolo e foto © AlVolante.it
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(Inserito da: Redazione il 08/08/2010 alle 20:20:05, in Eventi, linkato 635 volte)
Veramente coinvolgente la giornata trascorsa quest’oggi, partiti dalla capitale tutti uniti abbiamo imboccato la Roma-Firenze per uscire ad Orte e raggiungere così puntualmente per le ore 10.00 la manifestazione di Mitiche Fiat 500 e altre auto d’epoca che si è svolta per la prima volta a Norcia. Organizzata dalla Pro Loco di Savelli con a capo il presidente sig. Paolo Quintili di Roma ed il suo vice Lorenzo Funari di Savelli in collaborazione con Romano Ciampolillo, Giovanni Nucci e Gianni Scacco e altri dello staff sono riusciti a creare un raduno partecipato ed accogliente in questa splendida cittadina nota sia per la particolare architettura monumentale racchiusa nelle sue mura storiche che anche per l’elevata qualità culinaria, la quale è apprezzata in tutto il mondo per i prodotti tipici locali quali il tartufo nero, i salumi e la carne di cinghiale ed i funghi porcini. All’arrivo nella ridente cittadina umbra ci siamo recati a fare colazione presso il Caffè Vignola e dopo aver girato un po’ per le vie storiche colme di botteghe che invitavano a comperare un souvenir o anche dei prodotti locali molto rinomati. Verso la tarda mattinata ci siamo spostati con le nostre mitiche per raggiungere la località di Savelli dove presso il giardino allestito per l’occasione dell’Albergo Ristorante Hermitage ci è stato servito un gradevole aperitivo e consegnate delle pergamene ricordo della manifestazione ad ogni conducente di vettura, inoltre si è svolta una riffa nella quale si sono vinti dei prosciutti interi. Risaliti in auto ci siamo diretti a Preci presso il Ristorante Il Castoro, dove abbiamo potuto assaporare piatti tipici veramente prelibati. Inoltre c’è stato il tempo di fare anche una simpatica burla al malcapitato Guerrino al quale dopo avergli sottratto il prosciutto vinto in mattinata, in una riffa fittizia improvvisata gli si fatto credere di averne vinto un altro, la beffa è stata architettata da Gianfranco che ha saputo simpaticamente aggiungere un po’ di vivacità all’intera compagnia. Sono seguiti i saluti ed i ringraziamenti a tutti i partecipanti da parte della pro Loco di Savelli. Ritornando verso casa ci siamo fermati ad ammirare la vicina cascata delle Marmore che per un attimo ci ha lasciati incantati per la sua magnificenza.
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(Inserito da: Redazione il 01/08/2010 alle 21:05:12, in Eventi, linkato 644 volte)
A Palestrina in località Quadrelle in occasione dei festeggiamenti di Sant’Antonio da Padova si è inserito nel ricco programma di giorni tre il primo raduno di mitiche Fiat 500 ed altre auto d’epoca. Organizzato dal comitato festeggiamenti rappresentato dal Presidente Armando Verrelli che ribadisce con orgoglio: “Quest’iniziativa è una tradizione che va avanti da molti anni, nei quali sono sopravvenuti molti cambiamenti, superate molte difficoltà, ma nonostante tutto questo, la volontà, il coraggio e l’impegno che ognuno mette nell’organizzare quest’evento, hanno vinto su tutto e hanno fatto si che questa tradizione sia ancora viva. Sicuramente il merito va condiviso anche con coloro che ogni anno partecipano immancabili a questa manifestazione. Lo stand della cucina è il nostro orgoglio, nel quale si possono gustare tante bontà mentre lo stand della pesca è il nostro vanto perché è stato realizzato da giovani ragazze e ragazzi del nostro comitato. Io come presidente del Comitato, vorrei ringraziare in modo particolare chi crede in noi e a questa festa, cioè tutti gli sponsor e gli abitanti di Quadrelle per il loro valido contributo, agli amici vecchi e nuovi che con il loro lavoro negli stand e la loro disponibilità, hanno collaborato a migliorare la festa di anno in anno”. In questa festività in Onore di Sant’Antonio da Padova si è apportata una novità, ovvero il 1° agosto una miriade di auto d’epoca si sono riversate presso Palestrina e le località limitrofe per il tour turistico del nostro primo raduno. Anche questa edizione si è conclusa alla grande e pertanto ne siamo felici di aver finalmente raccolti i frutti dei nostri immani sacrifici e sentirci finalmente gratificati.
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